La distribuzione della prima beta pubblica (che necessita, inspiegabilmente, di compilazione) permette di fare qualche valutazione circa le potenzialità dell'approccio di Mountain View.
Molto interessante, a questo proposito, è l'editoriale di Paul Miller su Engadget.
Tra i temi sviluppati da Miller, uno mi ha colpito in particolare:
A phone + laptop makes sense, I'm not sure a phone + netbook + laptop does.
E' uno spunto interessante, ma come tutte le semplificazioni non è scevra da vizi.
In prima battuta Miller dimentica che, per quanto sia vera l'affermazione "un laptop è un desktop replacement", non altrettanto lo è il suo reciproco.
Dunque Phone + netbook + desktop è un paradigma molto più sensato, che propone un setup a tre dispositivi che non si "pestano" i piedi e che necessitano di 3 sistemi operativi con 3 differenti concezioni.
In questo caso Google è in grado di fornirne 2, lasciando l'utente libero di affidarsi a Microsoft o Apple per il terzo (il desktop, ovviamente).
Ancora, non dimentichiamo il peculiare rapporto che si è instaurato tra laptop e netbook.
Oltre ad essere, quest'ultimo, una semplice alternativa più economica (e conseguentemente più limitata), si è consolidata una ulteriore differenza.
Un netbook è, ormai, correntemente acquistato da 2 principali categorie di utenti.
La prima è rappresentata dall'utente desktop, alla ricerca di portabilità unita ad una user experience più completa rispetto ad uno smartphone; la seconda, e più importante numericamente, riguarda quegli utenti freschi di alfabetizzazione informatica, alla ricerca di un prodotto essenziale e a basso costo che permetta loro di eseguire poche operazioni di base (browsing e mailing sostanzialmente).
E' questo il mercato, per molti versi "nuovo", a cui si rivolge maggiormente ChromeOS: un mercato che, tra l'altro, vede Mountain View sostanzialmente privo di concorrenti, dal momento che questa nicchia è ad oggi occupata principalmente dal desueto XP, scelto per lo più grazie le sue scarse richieste prestazionali.
La strategia di Apple, se davvero un giorno arriverà il famigerato tablet, sarà profondamente diversa, rivolgendosi ad una utenza sicuramente più evoluta e alla ricerca di soluzioni maggiormente integrabili in un paradigma di dispositivi (phone + tablet + laptop/desktop)
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