Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto, diceva Ramón Rojo in Per un pugno di dollari.
In questo caso l'uomo con la pistola è un MacBook Air, quello con la pistola un autobus.
E non c'è lieto fine...
giovedì 26 novembre 2009
mercoledì 25 novembre 2009
Se fossi mela arderei lo mondo, se fossi mora lo tempesterei...
Un operatore telefonico ha chiesto la mia opinione di Apple User su una azienda che, di fatto, è il principale concorrente di Apple nel campo della telefonia mobile.
Si tratta di Research In Motion, che con i suoi BlackBerry domina il mercato dei business phone, grazie a un servizio di punta come il push mailing.
Ecco dunque che, per un mese, lascerò nel cassetto iPhone per utilizzare esclusivamente un BlackBerry Curve 8900. Il lettore più esperto si chiederà, a questo punto, il motivo della scelta del Curve in luogo dello Storm 2, smartphone che si pone, per feature e prezzo, decisamente più vicino al melafonino.
Inizialmente mi sono posto anche io lo stesso quesito, per poi convenire che, effettivamente, è il Curve il vero concorrente di iPhone.
Storm, 1 o 2 che sia, è il tentativo di RIM di tenere il passo di Apple, di esplorare la stessa fetta di mercato inventata da Cupertino.
BlackBerry Curve, invece, è il re delle vendite di RIM, comunication device aziendale per eccellenza, con una filosofia totalmente agli antipodi rispetto ad iPhone. Tastiera fisica contro tastiera virtuale è solo uno di questi.
Al termine del mese potrò fare valutazioni accurate, ma anche solo dopo le prime 24 ore ci sono già un paio di cose da annotare.
La prima è la cura nel design grafico del software: la GUI di BB OS, nonostante le ultime modifiche, sembra mesozoica se confrontata alle traslucide animazioni grafiche di iPhone OS.
Ma il RIM fa buon uso di questa semplicità grafica, rendendo l'esperienza non così drammatica.
Poi il servizio push, dove non c'è proprio storia: MobileMe deve farne davvero parecchia di strada per avvicinarsi all'efficienza, alla velocità e all'efficacia del sistema BlackBerry.
A questo proposito, una delle cose che sto apprezzando di più è la possibilità di avere tutti i sistemi di comunicazione (mail, sms, mms, im, social network) raggruppati in un'unico luogo, dove le distinzioni di mezzo sono sfumate, rendendo l'esperienza d'uso ancora migliore.
Ne riparleremo, e più approfonditamente, tra un mese.
Si tratta di Research In Motion, che con i suoi BlackBerry domina il mercato dei business phone, grazie a un servizio di punta come il push mailing.
Ecco dunque che, per un mese, lascerò nel cassetto iPhone per utilizzare esclusivamente un BlackBerry Curve 8900. Il lettore più esperto si chiederà, a questo punto, il motivo della scelta del Curve in luogo dello Storm 2, smartphone che si pone, per feature e prezzo, decisamente più vicino al melafonino.
Inizialmente mi sono posto anche io lo stesso quesito, per poi convenire che, effettivamente, è il Curve il vero concorrente di iPhone.
Storm, 1 o 2 che sia, è il tentativo di RIM di tenere il passo di Apple, di esplorare la stessa fetta di mercato inventata da Cupertino.
BlackBerry Curve, invece, è il re delle vendite di RIM, comunication device aziendale per eccellenza, con una filosofia totalmente agli antipodi rispetto ad iPhone. Tastiera fisica contro tastiera virtuale è solo uno di questi.
Al termine del mese potrò fare valutazioni accurate, ma anche solo dopo le prime 24 ore ci sono già un paio di cose da annotare.
La prima è la cura nel design grafico del software: la GUI di BB OS, nonostante le ultime modifiche, sembra mesozoica se confrontata alle traslucide animazioni grafiche di iPhone OS.
Ma il RIM fa buon uso di questa semplicità grafica, rendendo l'esperienza non così drammatica.
Poi il servizio push, dove non c'è proprio storia: MobileMe deve farne davvero parecchia di strada per avvicinarsi all'efficienza, alla velocità e all'efficacia del sistema BlackBerry.
A questo proposito, una delle cose che sto apprezzando di più è la possibilità di avere tutti i sistemi di comunicazione (mail, sms, mms, im, social network) raggruppati in un'unico luogo, dove le distinzioni di mezzo sono sfumate, rendendo l'esperienza d'uso ancora migliore.
Ne riparleremo, e più approfonditamente, tra un mese.
giovedì 19 novembre 2009
Google, Apple ed il paradigma dei device
Inutile negare che una delle più interessanti novità del 2009/2010 è la nascita di ChromeOS, il sistema operativo di Google.
La distribuzione della prima beta pubblica (che necessita, inspiegabilmente, di compilazione) permette di fare qualche valutazione circa le potenzialità dell'approccio di Mountain View.
Molto interessante, a questo proposito, è l'editoriale di Paul Miller su Engadget.
Tra i temi sviluppati da Miller, uno mi ha colpito in particolare:
E' uno spunto interessante, ma come tutte le semplificazioni non è scevra da vizi.
In prima battuta Miller dimentica che, per quanto sia vera l'affermazione "un laptop è un desktop replacement", non altrettanto lo è il suo reciproco.
Dunque Phone + netbook + desktop è un paradigma molto più sensato, che propone un setup a tre dispositivi che non si "pestano" i piedi e che necessitano di 3 sistemi operativi con 3 differenti concezioni.
In questo caso Google è in grado di fornirne 2, lasciando l'utente libero di affidarsi a Microsoft o Apple per il terzo (il desktop, ovviamente).
Ancora, non dimentichiamo il peculiare rapporto che si è instaurato tra laptop e netbook.
Oltre ad essere, quest'ultimo, una semplice alternativa più economica (e conseguentemente più limitata), si è consolidata una ulteriore differenza.
Un netbook è, ormai, correntemente acquistato da 2 principali categorie di utenti.
La prima è rappresentata dall'utente desktop, alla ricerca di portabilità unita ad una user experience più completa rispetto ad uno smartphone; la seconda, e più importante numericamente, riguarda quegli utenti freschi di alfabetizzazione informatica, alla ricerca di un prodotto essenziale e a basso costo che permetta loro di eseguire poche operazioni di base (browsing e mailing sostanzialmente).
E' questo il mercato, per molti versi "nuovo", a cui si rivolge maggiormente ChromeOS: un mercato che, tra l'altro, vede Mountain View sostanzialmente privo di concorrenti, dal momento che questa nicchia è ad oggi occupata principalmente dal desueto XP, scelto per lo più grazie le sue scarse richieste prestazionali.
La strategia di Apple, se davvero un giorno arriverà il famigerato tablet, sarà profondamente diversa, rivolgendosi ad una utenza sicuramente più evoluta e alla ricerca di soluzioni maggiormente integrabili in un paradigma di dispositivi (phone + tablet + laptop/desktop)
La distribuzione della prima beta pubblica (che necessita, inspiegabilmente, di compilazione) permette di fare qualche valutazione circa le potenzialità dell'approccio di Mountain View.
Molto interessante, a questo proposito, è l'editoriale di Paul Miller su Engadget.
Tra i temi sviluppati da Miller, uno mi ha colpito in particolare:
A phone + laptop makes sense, I'm not sure a phone + netbook + laptop does.
E' uno spunto interessante, ma come tutte le semplificazioni non è scevra da vizi.
In prima battuta Miller dimentica che, per quanto sia vera l'affermazione "un laptop è un desktop replacement", non altrettanto lo è il suo reciproco.
Dunque Phone + netbook + desktop è un paradigma molto più sensato, che propone un setup a tre dispositivi che non si "pestano" i piedi e che necessitano di 3 sistemi operativi con 3 differenti concezioni.
In questo caso Google è in grado di fornirne 2, lasciando l'utente libero di affidarsi a Microsoft o Apple per il terzo (il desktop, ovviamente).
Ancora, non dimentichiamo il peculiare rapporto che si è instaurato tra laptop e netbook.
Oltre ad essere, quest'ultimo, una semplice alternativa più economica (e conseguentemente più limitata), si è consolidata una ulteriore differenza.
Un netbook è, ormai, correntemente acquistato da 2 principali categorie di utenti.
La prima è rappresentata dall'utente desktop, alla ricerca di portabilità unita ad una user experience più completa rispetto ad uno smartphone; la seconda, e più importante numericamente, riguarda quegli utenti freschi di alfabetizzazione informatica, alla ricerca di un prodotto essenziale e a basso costo che permetta loro di eseguire poche operazioni di base (browsing e mailing sostanzialmente).
E' questo il mercato, per molti versi "nuovo", a cui si rivolge maggiormente ChromeOS: un mercato che, tra l'altro, vede Mountain View sostanzialmente privo di concorrenti, dal momento che questa nicchia è ad oggi occupata principalmente dal desueto XP, scelto per lo più grazie le sue scarse richieste prestazionali.
La strategia di Apple, se davvero un giorno arriverà il famigerato tablet, sarà profondamente diversa, rivolgendosi ad una utenza sicuramente più evoluta e alla ricerca di soluzioni maggiormente integrabili in un paradigma di dispositivi (phone + tablet + laptop/desktop)
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